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Senso della vita: ma tu sei un aprincipessa?

Ma tu, sei una principessa?

Passiamo una vita intera a cercare il principe azzurro, ma ci siamo mai chieste se noi siamo principesse? Prendete lo specchio più vicino a voi, guardatevi dritte negli occhi e fatevi questa domanda. La risposta vi sorprenderà!

Qualche tempo fa, parlavo con un caro amico, ci raccontavamo di come ci stavamo passando la vita, fino a quando io gli chiedo: “e l’amore come va?”. Tasto dolentissimo per lui, ma altrettanto per me in quel periodo e decidiamo che era giunto il momento di rompere il vaso di Pandora. Ci ritroviamo entrambi delusi e affranti e iniziamo a chiederci il perché. Perché non riesco a trovare la persona giusta? Perché mi vado a scegliere sempre i casi più difficili e disperati? E così di seguito. Fino a che, lui, il mio amico, esordisce con La Frase, quella che mi ha cambiato la vita, quella che ad un certo punto qualcuno deve dirti: “Mi fate ridere voi donne, passate tutta la vita a cercare il principe azzurro, ma vi siete mai chieste se siete delle degne principesse?”.
Potrete immaginare (e mi rivolgo soprattutto alle signore) il mio sdegno nel sentire un’affermazione del genere! Prontamente gli risposi che la sua domanda mi sembrava alquanto fuori luogo, e che noi donne siamo tutte principesse! Insomma, io non ho bisogno di chiedermelo, sono una principessa e voglio il mio principe azzurro, quello che mi hanno promesso da quando ero bambina! Tutte noi meritiamo il nostro principe azzurro, possibilmente alto, bello, intelligente, simpatico, gentile, generoso e coraggioso. Che ci protegga dalle avversità della vita, che ci faccia sentire belle e desiderate, che ci corteggi ogni giorno, che ci porti fuori a cena e che ci faccia dei regalini di tanto in tanto. Per non parlare del suo ruolo da papà… ah si! Deve essere un papà con i fiocchi, tipo quello dei film americani, quello che gioca a baseball o basket con i figli nel tempo libero, che gli racconta le fiabe prima di andare a letto e che dopo il bacio della buonanotte ai pargoli, si trasformi con me nel più focoso degli amanti.
Dopo quasi 10 anni da quella sera, posso tranquillamente ammettere che il mio amico aveva ragione e io torto, ma torto marcio! Con il passare del tempo, iniziai a ragionare su quella frase e piano piano compresi che aveva un senso più profondo. Come potevo pretendere di avere accanto cotanta perfezione, se io per prima non ero sicura di ripagare con la stessa moneta? L’amore, come tutto, è un dare e avere, se uno dei due elementi viene a meno, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona.  In un rapporto di coppia, ma anche nell’amicizia, in famiglia, ci vuole impegno costante, pazienza, sacrificio e un pizzico di follia. E non sono forse queste le più nobili delle doti per una principessa?
Dunque iniziai ad abbandonare la mia gonnella da suffragetta femminista convinta e cominciai a guardare non solo gli uomini, ma le persone in generale, con occhi diversi. Ma soprattutto, scoprii di non essere quella principessa perfetta dea dell’amore che credevo di essere… Insomma, per pretendere di avere accanto a me il principe azzurro, dovevo prima diventare una principessa. Che per me voleva dire: smussare i difetti, valorizzare i miei pregi, senza mai perdere di vista la mia essenza, quella che mi rende unica e speciale. Lo so, facile a dirsi! Ma garantisco che con un po’ di costanza e di impegno, i risultati arrivano!
Ma ho imparato anche che non sempre, dietro un rospo, si nasconde un principe. Molto spesso un rospo è solo un rospo e noi non possiamo pretendere di trasformarlo in qualcos’altro! Ho capito che ci sono due motivi se una donna si innamora di un rospo (e sia chiaro non sto parlando dell’aspetto fisico, vi ricordo che il bello è sempre soggettivo per fortuna!): il primo è perché il nostro innato spirito da crocerossina ci fa sempre confondere l’amore con il manuale di primo soccorso. Il secondo è un po’ più difficile da comprendere e spero non travisiate le mie parole, ma… se ti innamori di Shrek, forse sei Fiona! Lo so che guardare la propria immagine riflessa nello specchio, può essere traumatico, ma lo dobbiamo a noi stesse! Se nel partner cerchiamo onestà e rispetto, dobbiamo prima di tutto essere oneste con noi stesse e rispettare quello che siamo, senza rinchiuderci in travestimenti che finiranno inevitabilmente per andarci stretti in poco tempo.

E dunque, afferriamo lo specchio più vicino a noi, osserviamo la nostra immagine riflessa, guardiamola dritta negli occhi e chiediamole: “Ma tu, sei una principessa?”. Rispondiamoci con la più profonda onestà, ce lo dobbiamo!

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