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Mi piaci così come sei

Così come sei.
Al netto dei poco, troppo o troppo poco.
Mi piaci, conta solo questo. Quanta voglia avete di sentirvelo dire?

Dal film “Il diario di Bridget Jones” (2001), commedia romantica diretta da Sharon Maguire.
Dal romanzo omonimo di Helen Fielding.

Bridget Jones (Renée Zellweger) è una trentenne sovrappeso e frustrata, che continua a sognare l’amore di una vita che invece trascorre tra figuracce, fumo e alcool condiviso con pochi e fidati amici.
Dopo l’ennesima festa in cui la madre cerca di accasarla e sistemarla con un avvocato divorzista suo coetaneo, “un noiosone di mezza età con i capelli a cespuglio”, sono proprio le parole altezzose di quest’ultimo, Mark Darcy (Colin Firth), che la spingono a riprendere in mano la sua vita iniziando un diario in cui scrivere tutta la verità su di sé e riproporsi di cambiare.
Dopo l’ennesima delusione da una relazione con il suo datore di lavoro, falso e donnaiolo, ritrova Mark ad una cena in villa di coppie felicemente sposate. Nell’atrio Bridget si infila il cappotto per andarsene ancora una volta delusa da se stessa, mentre Mark le si fa incontro scendendo le scale. I due sono soli.

M: Mi è molto piaciuto il tuo servizio da Louichon, a parte tutto.
B: Ti ringrazio…
M: Già… Sì, beh… E così, non è andata con Daniel Cleaver?
B: No, non è andata.
M: Sono felice di saperlo.
B: Senti, ma tu e cosmo vi siete messi d’accordo? Perché sembra che tu faccia di tutto per farmi sentire una perfetta idiota ogni volta che ci incontriamo. E non ce n’è alcun bisogno, credimi. Io mi sento già una perfetta idiota per la maggior parte del tempo in ogni caso. Con o senza palo dei pompieri… Questo dovrebbe essere il mio taxi, buona notte.
M: Senti, mi dispiace se sono stato…
B: Cosa?
M: Non penso affatto che tu sia un’idiota… Oddio, è vero che c’è qualcosa di ridicolo in te, nei tuoi modi. Tua madre è piuttosto imbarazzante. E devo ammettere che sei veramente pessima, quando ti capita di parlare in pubblico. E tutto quello che ti passa per la testa lo fai uscire dalla bocca, senza tenere tanto conto delle conseguenze… Certo mi rendo conto che, quando t’ho conosciuta al buffet di tacchino al curry di capodanno, sono stato imperdonabilmente scortese e… Avevo addosso quel maglione con la renna sopra, che mi aveva regalato mia madre il giorno prima… Ma il punto è, quello che cerco di dirti, in modo molto confuso è… è che… in effetti, probabilmente, malgrado le apparenze… tu mi piaci, da morire.
B: Ah, a parte il fatto che fumo, che bevo, che ho la madre volgare, che soffro di diarrea verbale…
M: No, tu mi piaci da morire Bridget. Così come sei…
(Dalla scala scende precipitosamente la collega americana di Mark, schioccando le dita per richiamarlo a sé, mentre Bridget resta senza parole)
C: Mark, stiamo discutendo della causa. Vieni a sentire. Jeremy ha avuto un’idea decisamente brillante.
M: Certo, certo… Sì… (di nuovo a Bridget) Devo andare, perché… beh… ciao. (correndo imbarazzato su per la scala)
(cambio di scena: Bridget è al tavolo con gli amici del cuore che commentano quello che è appena accaduto)
A1: …Così come sei? Quindi non più magra, più intelligente, con le tette un po’ più grosse, il naso un po’ più piccolo?
(Bridget annuisce)
A2: Beh, cazzutissimo!
A3: Ma lui è una persona che tu odi, giusto?
(Bridget annuisce trasalendo, ripensando tra sé e sé)
B: Sì, si, lo odio eccome…

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