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Ognuna diversa dall’altra

Il mio angolo, la mia piccola parte di mondo.
Dove ogni giorno sembra così uguale, eppure è così diverso.
Qual è il vostro angolo di mondo?

Dal film “Smoke” (1995), regia di Wayne Wang.
Scritto e co-diretto da Paul Auster, basato su un suo racconto.

Una mano scorre un album di fotografie in bianco e nero. E’ quella dello scrittore Paul Benjamin (William Hurt) che non riesce più a scrivere dopo la morte dell’amatissima moglie. Accanto, anche lui una sigaretta appresso all’altra e la birra in mano, ha Auggie Wren, il tabaccaio di Brooklyn attorno a cui fioriscono le storie, gli incontri e le amicizie raccontate dal film. E’ Auggie l’autore pieno di orgoglio di tutte quelle fotografie, le fotografie del suo angolo: “una piccola parte del mondo, ma anche qui succedono delle cose”.

P: Sono tutte uguali.
A: E’ vero, quattromila fotografie dello stesso posto: l’angolo tra la terza e la settima, alle otto di mattina. Quattromila giorni con tutti i tipi di clima possibile. E’ per questo che non vado in vacanza, devo stare qui ogni mattina. Alla stessa ora. Ogni mattina, nello stesso posto, alla stessa ora.
P: Non ho mai visto niente del genere.
A: E’ il mio progetto, quello che puoi chiamare il lavoro della mia vita.
P: Pazzesco. Non sono sicuro di aver capito. Insomma, come ti è venuta questa idea? Di fare… Questo progetto?
A: Non lo so, mi è venuta. E’ il mio angolo, dopotutto. Sì insomma, è una piccola parte del mondo, ma anche qui succedono delle cose. Come in qualunque altra parte. E’ la documentazione del mio angolo.
P: E’ un po’ ossessivo.
(Paul termina di scorrere velocemente l’album e lo chiude. Auggie gliene porge un altro e William ride, iniziando a scorrere rapidamente anche quest’altro)
A: Non capirai mai se non vai più piano, amico mio.
P: Cosa vuoi dire?
A: Voglio dire che vai troppo veloce, non guardi neanche le foto.
P: Ma… Sono tutte uguali.
A: Sono tutte uguali, ma ognuna è differente dall’altra. Ci sono delle mattine di sole, delle mattine buie. Ci sono luci estive e luci autunnali. Giorni feriali e fine settimana. C’è gente con l’impermeabile e le galosce e c’è gente con la maglietta e i pantaloncini. Qualche volta la stessa gente, qualche volta differente. Qualche volta quelli differenti diventano uguali. E la stessa gente scompare. La Terra gira intorno al sole e ogni giorno la luce del sole colpisce la Terra da un’angolazione differente.
P: Più piano, eh?
A: E’ quello che consiglio. Lo sai com’è? Domani, domani, domani… Il tempo mantiene sempre il suo ritmo.
(Paul inizia a guardare attentamente le fotografie, una ad una)
P: Oddio, guarda… E’ Helen.
A: Sì, è proprio lei. Ce ne sono parecchie con lei di quell’anno. Probabilmente andava al lavoro.
(Paul si ferma, con un improvviso moto di commozione e amore)
P: E’ Helen… Guardala, il mio amore adorato…

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